by Giuseppe Semeraro


Il terzo ciclo dei percorsi abilitanti per la formazione iniziale dei docenti è ormai in fase di avvio. Per l’anno accademico 2025/2026, il Ministero dell’Istruzione e del Merito e il Ministero dell’Università e della Ricerca stanno completando le procedure previste dal DPCM 4 agosto 2023, recentemente attuate con il DM n. 138 del 27 gennaio 2026.

I percorsi abilitanti da 30, 36 e 60 CFU/CFA rappresentano oggi il canale ordinario per conseguire l’abilitazione all’insegnamento nella scuola secondaria, sia per gli aspiranti docenti sia per i vincitori di concorso PNRR già assunti o in fase di immissione in ruolo.

In questo approfondimento facciamo il punto su chi può accedere ai percorsi, quali sono le differenze tra le varie tipologie, come funzionano le selezioni, quando partono i corsi e quali sono i costi previsti.


Le tipologie di percorsi abilitanti previste

Per l’anno accademico 2025/2026 il quadro dei percorsi resta articolato, con soluzioni differenziate in base alla posizione del candidato.

Il percorso ordinario da 60 CFU/CFA è rivolto a chi possiede un titolo di accesso valido per la classe di concorso o è iscritto a una laurea magistrale a ciclo unico con almeno 180 CFU già conseguiti. Si tratta del percorso completo di formazione iniziale, disciplinato dall’Allegato 1 del DPCM.

Accanto a questo, restano attivi i percorsi da 30 CFU/CFA, destinati a due categorie ben precise: da un lato i candidati che hanno partecipato al concorso straordinario bis, dall’altro i docenti con almeno tre anni di servizio negli ultimi cinque, svolti nelle scuole statali o paritarie, con almeno un anno specifico sulla classe di concorso richiesta.

Per i vincitori di concorso PNRR neoassunti nell’anno scolastico 2025/2026, sono invece previsti i cosiddetti percorsi di completamento. In particolare, il percorso da 30 CFU è destinato ai vincitori con tre anni di servizio (compresi gli ITP), mentre il percorso da 36 CFU riguarda chi era già in possesso dei 24 CFU conseguiti entro il 31 ottobre 2022 o gli ITP vincitori non abilitati.

A completare il quadro vi è il percorso previsto dall’articolo 13 del DPCM, riservato ai docenti già abilitati o già specializzati sul sostegno che intendano conseguire una nuova abilitazione. Per questa tipologia non è previsto alcun limite di fabbisogno.


Percorsi ordinari e percorsi di completamento: cosa cambia davvero

La distinzione tra percorsi ordinari e percorsi di completamento non è solo formale, ma incide concretamente sulle modalità di accesso.

I percorsi ordinari, ossia quelli da 60 CFU e da 30 CFU per triennalisti o candidati del concorso straordinario bis, sono a numero programmato. Questo significa che, qualora le domande superino i posti disponibili, l’Università dovrà procedere a una selezione per titoli e servizio.

Diversa è la situazione dei percorsi di completamento, riservati esclusivamente ai vincitori di concorso PNRR già assunti. In questo caso l’accesso avviene in sovrannumero, senza alcuna selezione e senza incidere sul contingente dei posti autorizzati. Si tratta di un passaggio obbligatorio, necessario per ottenere la trasformazione del contratto a tempo indeterminato a partire dal 1° settembre 2026.


Accesso ai percorsi e criteri di selezione

Non tutti i candidati sono sottoposti a selezione in ingresso. I vincitori di concorso PNRR neoassunti 2025/2026, anche se assunti da graduatoria degli idonei o dal contingente del 30% dei posti, accedono ai percorsi senza prove selettive.

Per tutti gli altri aspiranti, invece, l’accesso resta subordinato al numero di posti disponibili presso ciascun Ateneo. Ogni candidato può presentare una sola domanda, riferita a una sola classe di concorso e a una sola Università.

Nel caso in cui le domande superino il numero di posti autorizzati, la selezione avviene esclusivamente per titoli, secondo le tabelle e i criteri previsti dalla normativa ministeriale allegata ai decreti attuativi.


Posti disponibili e sistema delle riserve

Per l’anno accademico 2025/2026 è confermato un articolato sistema di riserve di posti. In particolare, il 45% dei posti autorizzati per i percorsi da 60 CFU è riservato ai docenti che abbiano maturato almeno tre anni di servizio negli ultimi cinque, anche non continuativi, di cui almeno uno specifico.

All’interno di questa quota, un ulteriore 5% è riservato ai docenti dei percorsi di istruzione e formazione professionale regionale (IeFP) che partecipano ai percorsi universitari di formazione iniziale. Qualora tali posti non vengano coperti, essi confluiscono nella riserva generale del 45%.

Rientrano inoltre tra i beneficiari delle riserve anche i candidati che hanno partecipato alla procedura concorsuale straordinaria di cui all’articolo 59, comma 9-bis, del decreto-legge n. 73/2021.


Classi di concorso accorpate e nuovi percorsi

Un’ulteriore novità riguarda le classi di concorso accorpate, introdotte dal DM n. 255/2023. Il Ministero ha chiesto alle Università di procedere all’accreditamento delle nuove classi accorpate, prevedendo un unico percorso abilitante per ciascun accorpamento.


Seconda abilitazione per docenti già abilitati o specializzati sul sostegno

Le Università possono continuare ad attivare percorsi riservati ai docenti già in possesso di un’abilitazione su altra classe di concorso o grado di istruzione, nonché ai docenti specializzati sul sostegno.

Per le classi già autorizzate nell’anno accademico 2024/2025, tali percorsi potranno essere erogati interamente in modalità online, nel rispetto dei vincoli normativi.


Quando partono i corsi e quando si concludono

L’avvio dei percorsi abilitanti è previsto a partire da febbraio 2026. La conclusione dovrà avvenire entro il 30 giugno 2026, in modo da consentire ai candidati l’inserimento nelle GPS 2026, anche con riserva.


Costi dei percorsi e modalità di svolgimento

I costi massimi sono stabiliti a livello nazionale:

  • fino a 2.500 euro per il percorso da 60 CFU
  • fino a 2.000 euro per il percorso da 30 CFU
  • fino a 150 euro per la prova finale abilitante

Le Università potranno prevedere eventuali riduzioni sulla base dell’ISEE.

Per quanto riguarda la didattica, fino al 50% delle attività potrà svolgersi in modalità telematica sincrona, restando obbligatoria la presenza per tirocini e laboratori.


Permessi per il diritto allo studio

I docenti che ne abbiano titolo possono fruire dei permessi per il diritto allo studio, secondo le disposizioni contrattuali e la normativa vigente.


📌 Scuola e Diritto continuerà a seguire passo dopo passo l’evoluzione dei bandi universitari e delle indicazioni ministeriali, offrendo ai docenti aggiornamenti costanti e supporto qualificato sui percorsi abilitanti 2025/2026.

I DECRETI E RELATIVE TABELLE:

DECRETO MINISTERIALE 138 DEL 27 GENNAIO 2026

RIPARTIZIONE DEI POSTI – ALLEGATO A

TABELLA TITOLI – ALLEGATO B

DECRETO MINISTERIALE 137 DEL 26 GENNAIO 2026 (RISERVA DEI POSTI)

TABELLA TITOLI – ALLEGATO A (PER RISERVA DEI POSTI)


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