by Giuseppe Semeraro
Nei giorni scorsi la pubblicazione della sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea (causa C-442/24) ha suscitato forte preoccupazione tra i docenti che hanno conseguito titoli di formazione all’estero, in particolare relativamente ai percorsi di specializzazione sul sostegno. Molti temevano un irrigidimento delle procedure italiane di riconoscimento, con il rischio di vedere vanificati anni di studio e di esperienza professionale.
Dopo una attenta analisi a cura dell’Avv. Mariaconcetta Milone, già membro del SIDELS, se ne conclude che: “la lettura combinata di tale pronuncia e delle più recenti decisioni della giurisprudenza amministrativa italiana permette invece di restituire un quadro molto più stabile e rassicurante, fondato su principi ormai consolidati e che non possono essere disattesi dall’Amministrazione”
1. La sentenza della Corte di Giustizia: nessuna rivoluzione, ma una conferma
La Corte ha chiarito che gli Stati membri non sono obbligati a riconoscere automaticamente un titolo estero privo di valore ufficiale nel Paese in cui è stato conseguito. Tuttavia, ha parallelamente ribadito che ogni Stato membro rimane libero di valutarlo nell’ambito della procedura di comparazione delle qualifiche professionali.
Questa precisazione, lungi dall’inasprire il sistema italiano, si inserisce perfettamente nell’orientamento già seguito dai nostri giudici amministrativi: non basta dichiarare che il titolo estero non è identico a quello italiano per respingerlo; occorre verificarne la consistenza formativa, le competenze maturate e l’equivalenza sostanziale.
2. La giurisprudenza italiana: un punto fermo che il Ministero non può più eludere
Il Consiglio di Stato – e, in modo particolarmente autorevole, le due Adunanze Plenarie del dicembre 2022 – ha stabilito un principio chiaro e definitivo:
Il Ministero deve svolgere una vera e seria valutazione comparativa tra il percorso estero e il corrispondente percorso nazionale (TFA sul sostegno), applicando – se necessario – misure compensative e non scorciatoie procedurali.
Questa linea è stata confermata anche dal TAR Lazio, che nelle più recenti pronunce ha ribadito l’obbligo dell’Amministrazione di motivare in modo rigoroso ogni eventuale diniego, dimostrando di aver compiuto una valutazione effettiva e non meramente formale.
L’idea che la soluzione per i titoli esteri dovesse passare necessariamente dall’INDIRE – con la richiesta ai docenti di “rinunciare” al proprio percorso formativo per accedere a un canale alternativo – viene dunque smentita con decisione. La giustizia amministrativa ha chiarito che questa strada non può sostituire l’obbligo di comparazione: il Ministero non può sottrarsi a tale dovere.
3. L’effetto distorsivo del mercato dei corsi esteri: un problema da non ignorare
Negli ultimi anni il proliferare di enti privati che, come funghi, propongono percorsi formativi all’estero “garantiti”, ha alimentato confusione e false aspettative. Molti di questi soggetti promuovono percorsi:
- privi di reale valore accademico;
- non sovrapponibili a un TFA italiano;
- sprovvisti della documentazione necessaria per il riconoscimento;
- non rispondenti agli standard minimi di qualità richiesti dall’ordinamento italiano ed europeo.
Tali enti si sono spesso avvantaggiati della narrazione secondo cui “tanto poi c’è l’INDIRE”, trasformando un problema giuridico in un’occasione commerciale.
La realtà, però, è un’altra: in Italia, ad oggi, non esiste una sola specializzazione sul sostegno estera formalmente riconosciuta come “titolo abilitante” in sé. Quello che esiste – ed è fondamentale ribadirlo – è una giurisprudenza che tutela chi ha realmente seguito percorsi esteri seri, strutturati e pienamente documentabili.
4. Il ruolo di Scuola e Diritto: tutela, analisi e orientamento da oltre cinque anni
La nostra associazione analizza da lungo tempo i percorsi di formazione estera, con l’obiettivo di tutelare i docenti da offerte ingannevoli e da iter di riconoscimento gestiti in modo improprio.
Ci impegniamo a:
- verificare la solidità degli enti esteri e delle università proposte;
- analizzare i piani di studio per valutare la loro sovrapponibilità sostanziale al TFA italiano;
- accertare che sia possibile ottenere tutta la documentazione obbligatoria (schede descrittive, attestazioni ufficiali, carichi didattici, certificazioni accademiche);
- predisporre un’istanza completa per la piattaforma ministeriale “Professione Docente”.
Solo percorsi che soddisfano tali requisiti possono, in Italia, aspirare a un riconoscimento attraverso la procedura di valutazione comparativa prevista dalla legge e ribadita dalle Plenarie del Consiglio di Stato.
5. Cosa devono fare oggi i docenti con titolo estero
Alla luce di tutto ciò, il messaggio principale è chiaro:
non c’è alcun motivo di allarmarsi per la sentenza della Corte di Giustizia.
Anzi, la decisione conferma un quadro già esistente, nel quale:
- il Ministero deve comparare seriamente ciascun titolo;
- i docenti con percorsi esteri strutturati hanno pieno diritto a una valutazione equa;
- eventuali differenze possono essere colmate tramite misure compensative, non tramite rinunce forzate;
- i docenti non devono lasciarsi trascinare da promesse commerciali, ma affidarsi a enti seri, accademicamente credibili e pienamente documentati.
Conclusione
La sentenza europea non modifica la sostanza del sistema italiano: l’obbligo di comparazione rimane intatto, così come la tutela giurisprudenziale a favore dei docenti.
Ciò rafforza la necessità di intraprendere percorsi formativi esteri seri, trasparenti e comparabili con il TFA italiano. È proprio in questa direzione che Scuola e Diritto opera da oltre cinque anni, garantendo accompagnamento, analisi e tutela per tutti i docenti che intendano investire responsabilmente nella propria formazione professionale.
Se non l’hai ancora fatto, entra subito nel nostro Canale WhatsApp 📲 e segui la nostra pagina Facebook 💙 e YouTube
📎 Ecco i link per unirti:
*Canale WhatsApp:* 👉 https://whatsapp.com/channel/0029Vb6qod505MUeNFdqFA1z
*Pagina Facebook:* 👉 https://www.facebook.com/scuolaediritto
🆕 *Canale Youtube:* 👉 https://www.youtube.com/@scuolaediritto4106
” Resta aggiornato!🔔 La nostra informazione, sempre a portata di click 💻📱“
