Una vittoria per migliaia di docenti precari, ottenuta in seguito al ricorso patrocinato dall’Avv. Mariaconcetta Milone.
La Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha emesso una sentenza storica in data 3 luglio 2025 (Causa C-268/24 – Lalfi), stabilendo che la “Carta elettronica per l’aggiornamento e la formazione del docente” (conosciuta come “Carta Docente”) deve essere estesa anche ai docenti non di ruolo che hanno svolto supplenze di breve durata. Questa decisione rappresenta un ulteriore traguardo fondamentale per i diritti dei lavoratori precari nel settore scolastico italiano.
Il Cuore della Sentenza: Parità di Trattamento per i Docenti Precari
La controversia è nata dal ricorso di una docente precaria, alla quale era stato negato il beneficio della Carta Docente per l’anno scolastico 2021/2022, nonostante avesse cumulato una serie di supplenze di breve durata. Il Tribunale di Lecce, ha sollevato la questione pregiudiziale dinnanzi alla Corte di Giustizia Europea, interrogandosi sulla compatibilità della normativa italiana con la clausola 4 dell’accordo quadro sul lavoro a tempo determinato (allegato alla Direttiva 1999/70/CE).
La Corte, nella sua pronuncia, ha chiarito che la clausola 4, punto 1, dell’accordo quadro deve essere interpretata nel senso che “osta a una normativa nazionale, come interpretata da un giudice nazionale supremo, che riserva il beneficio della carta elettronica dell’importo nominale di EUR 500 annui, che consente l’acquisto di diversi beni e servizi destinati a sostenere la formazione continua dei docenti, ai docenti di ruolo e ai docenti non di ruolo che effettuano supplenze per la durata dell’anno scolastico, ad esclusione dei docenti non di ruolo che effettuano supplenze di breve durata”.
Nessuna Ragione Oggettiva per la Discriminazione
La sentenza afferma che “il solo fatto che l’attività di questi ultimi non sia destinata a protrarsi fino al termine dell’anno scolastico non costituisce una siffatta ragione oggettiva” per giustificare la differenza di trattamento. La Corte ha ribadito che i docenti non di ruolo con supplenze brevi svolgono compiti sostanzialmente identici a quelli dei docenti di ruolo, partecipando pienamente all’attività didattica e formativa.
Le argomentazioni del governo italiano, che invocavano la natura particolare dei compiti svolti nelle supplenze brevi e considerazioni di bilancio, sono state respinte. La Corte ha sottolineato che le argomentazioni relative alle disponibilità finanziarie del Ministero, da sole, non possono giustificare una disparità di trattamento a danno dei lavoratori a tempo determinato.
Grazie all’impegno dello Studio Legale dell’Avv. Mariaconcetta Milone, specializzata in Diritto Scolastico, nonché, membro di SIDELS – Società Italiana di Diritto e Legislazione Scolastica, migliaia di docenti precari in Italia potranno ora beneficiare della Carta Docente, strumento essenziale per la loro formazione continua e per la valorizzazione delle loro competenze professionali. Questo rappresenta un passo avanti significativo verso una maggiore equità e riconoscimento per tutti i lavoratori della scuola.
Cosa significa per i Docenti Precari?
Con questa sentenza, i docenti non di ruolo che hanno effettuato supplenze di breve durata in anni scolastici passati o che le effettueranno in futuro, potranno richiedere e ottenere la Carta Docente del valore di 500 euro annui. Si apre ora la strada per azioni legali mirate a ottenere il rimborso delle somme non percepite negli anni precedenti.
Per maggiori informazioni e per avviare le pratiche necessarie, vi invitiamo a contattare lo Studio Legale dell’Avvocato Mariaconcetta Milone.
La Sentenza RIZZO della Corte di Giustizia Europea
